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FARSI UBBIDIRE SENZA COMANDARE

I segnali ed i “movimenti” che indicano una reazione sempre prevedibile, se si ha un’ottima conoscenza della psiche canina (cane da caccia)

La psicologia aiuta a comprendere il cane e a farsi capire. Sempre infatti, anche quando agisce d’impeto, dà risposte in parte prevedibili, perché conseguenza di moduli comportamentali in cui la causa produce sempre il medesimo effetto. L’importante però non è tanto conoscerli nella teoria quanto saperli leggere correttamente. La frusta non serve e le costrizioni si rivelano sempre controproducenti perché ottengono un effetto solo momentaneo. Già nel 1776 Symonds affermava che nell’addestramento non si deve ricorrere altro che al fischio e al movimento della mano”. Insomma , ogni esemplare ha in se un libro e lo svela, pagina dopo pagina, sia in addestramento sia in caccia, nell’abitazione o nel giardino, quando si passeggia con lui a guinzaglio oppure se lo si tiene accanto, magari allungando una mano per rispondere al suo desiderio di carezze. Ed anche questo contatto fisico fa parte dell’indole: infonde sicurezza, fa sentire parte di una comunità e quindi non solo. Per farsi capire manda segnali con gli occhi, tanto espressivi da sembrar quasi facciamo scaturir parole, con la coda, le orecchie, le zampe e la voce. In questo modo svela il suo universo, ed è meraviglioso comprenderlo proprio perché ci si sente quasi partecipe di un segreto e si è invece entrambi protagonisti di una vita in comune.

 IL CAPO BRANCO

Il modo migliore per comprendere è porsi nella condizione che lui ci riconosca suo capo branco: significa non schiacciarlo con comandi imperativi ma creare quell’armonia che rimarrà poi una costante per sempre. Lui sarà lieto di compiacervi, voi avrete un compagno non solo di caccia, affettuoso ed entusiasta di starvi accanto perché la vostra presenza sarà per lui il dono più grande. In questo dunque la traccia d’una via percorre insieme al cane, prevedendone le reazioni e incanalandole in quello che si rivelerà un percorso entusiasmante ed a cui gli estranei non sono ammessi. Pochi i concetti per addentrarsi nel mondo, ancora in gran parte inesplorato, del cane. Il più importante, però, è nella consapevolezza che “l’apprendimento è il mutamento individuale temporaneo o duraturo di un modulo comportamentale innato, dovuto alle esperienze fatte dall’individuo a contatto con l’ambiente” (Brunnel).

 MOVIMENTI INNATI

Vi sono movimenti (coordinazione ereditarie ) innati che danno origine a reazioni conseguenti, come accade quando un cane, messo in allarme da un rumore, aumenta l’attenzione e cerca di identificarne la fonte oppure, sul terreno, si concentra ancor di più avendo avvertito un leggerissimo effluvio. I segnali vengono decodificati e selezionati nei centri nervosi e soltanto alcuni (stimoli chiave) possono poi dar origine a quelle reazioni definite “meccanismo scatenante innato”.

 ATTI ISTINTIVI

Gli atti istintivi, inoltre, fanno parte del patrimonio individuale, sono un’eredità che viene assegnata a ciascun animale e in alcune manifestazioni differenti per sesso. La femmina, ed è soltanto un esempio, anche se alla prima cucciolata è gia in grado di accudire i piccoli ed allattarli sapendo gia in che posizione deve collocarsi perché trovino i capezzoli. Prima del parto prepara il giaciglio e appena il cucciolo è nato taglia il cordone ombelicale.

Occorre, inoltre, distinguere fra atti appetitivi che indicano una richiesta e atti consumatori in cui avviene la reazione che può essere difficilmente bloccata. Semplificando è appetitiva, cioè segnala un desiderio, l’azione del cane che prima mettersi a riposo gira su se stesso manifestando la necessità di dormire o comunque restar accucciato, mentre è consumatorio lo scatto per abboccare il selvatico.

 MOVIMENTO INTENZIONALE

Consiste in un’eccitazione suscitata da uno stimolo alla quale il cane non da seguito e resta quindi appena accennata. Accade in addestramento quando l’allievo è costretto a riportare più volte un oggetto. Prendiamo ad esempio il pointer. Ci si accorgerà che gradualmente sopravviene stanchezza fino a quando il pointer rinuncerà addirittura ad eseguire il comando. Si ha quindi un “affaticamento dell’istinto” e fate un modo di non constatarlo mai in un vostro allievo: significherebbe un indizio negativo sul maestro che non ha saputo far concludere prima la lezione.

 MOVIMENTO ALTERNATIVO

Non è altro che un comportamento di sostituzione a cui il cane ricorre se non è in grado di incanalare nella direzione voluta la reazione. E’ facile constatarlo ad esempio, quando si sta per mettere il guinzaglio al pointer: qualora ci si attardi comincia a guaire, girare su se stesso e persino grattarsi. Ha fretta di uscire e proprio per attenuare l’ansia compie movimenti ch gli permettono di incanalare diversamente il flusso delle emozioni. Vi possono però anche essere atti di sostituzione su oggetti: il cane morde uno straccio ed anche in questo caso trova uno sfogo alla tensione.

 SOSTITUZIONE DI OGGETTO

Capita quando vi sono differenti emotività che si sovrappongono e la reazione avviene non sull’oggetto che l’ha provocata ma su un altro. Per questo quando il pointer riporta il selvatico gli viene data una leccornia, un pezzetto di carne secca od altro cibo a lui gradito in modo da ricompensarlo non tanto per la prestazione in sé, ma perché rinuncia, lui predatore al bottino. Questo accade in caccia ma tutti i giorni avvengono episodi che dimostrano proprio quanto sia frequente la sostituzione di oggetto. Il cane, infatti, si trova di fronte a situazioni contrapposte e scarica la propria energia in una direzione che può apparire fuori luogo. Accade ad esempio quando un cane aggredisce un altro che si arrende gettandosi a terra: il vincitore, bloccato dal comportamento della “vittima” rinuncia ad infierire. La reazione può anche scatenarsi in atti di sostituzione. Impossibilitato a raggiungere un cane che si trova al di là di una siepe morde un compagno di rango inferiore che gli sta vicino oppure prende in bocca un oggetto ed inizia a sbatacchiarlo. Vi sono inoltre particolarità quando, durante l’addestramento, si affianca il cuccioline ad un adulto ma anche nell’imminenza di una prova, se gli esemplari si trovano vicino prima del via.

 TERRITORIALITA’

La territorialità genere alcuni comportamenti specifici. Se il cane si trova in una zona che considera sua ha un comportamento dissimile da quello tenuto in altro luogo. Si sente padrone e come tale agisce. Vi sono però anche riguardo al luogo precise distinzioni: la dimora di primo grado è la zona in cui dorme o mangia e non raramente il breton mostra propensione a difenderla, di sicuro non la sporcherà mai. Nella dimora di secondo grado, zona confinante con la prima, tollererà la presenza di altri animali che considera però amici.

 SEGNALI SCATENANTI SOCIALI

Indicati anche come movimenti espressivi altro non sono che movimenti istintivi per regolarizzare i rapporti fra simili:insomma,fanno parte, per usare una definizione impropria ma efficace, della “conversazione” fra cani proprio perché equivalgono a “parole”. Pelo arruffato e muscoli in tensione in modo da far apparire il corpo massiccio, sono indicazioni precise al rivale a cui intende mostrarsi ancor più possente. A volte a tale comportamento può far seguito la lotta ma mai è mortale, ed anche questa è una meravigliosa legge della natura un cui le competizioni servono ad instaurare gerarchie ma no a decimare i riproduttori. Il più debole manifesta il suo stato di inferiorità gettandosi a terra e rinunciando ad ogni atteggiamento aggressivo. Questo inibisce l’azione del vincitore che scarica la tensione accumulata in altro modo, grattando il terreno con le zampe posteriori, orinando oppure facendo alcuni bruschi movimenti su e stesso.

POSIZIONE SOCIALE E DISTANZE

La posizione sociale ha notevole importanza nei rapporti non solo fra cani, ma anche fra cane e padrone. Questi deve avere sempre la supremazia, essere considerato il capo, il punto di riferimento per il cane. Guai se l’allievo non ha alcuna stima del maestro!

Poi ci sono le distanze. La distanza di fuga è il limite entro cui un animale consente ad un altro che ritiene nemico di avvicinarsi. Qualora tale distanza sia inferiore a quella di sicurezza vi è un attacco che ha il solo scopo difensivo. La distanza individuale, invece, consiste proprio nel limite in cui un animale consente ad un altro di stargli vicino particolarmente ridotta fino ad essere quasi assente nelle mute di segugi, può diventare ampia nei giardini o comunque fra esemplari che hanno notevole aggressività.

 L’AVVERTIMENTO

L’avvertimento è un modo per attrarre l’attenzione e lo si ha in caccia quando in ferma segnala l’ubicazione del selvatico o che comunque ci si trova in prossimità di una possibile preda. L’avvertimento può però indicare una volontà dell’animale e così accade recandosi in campagna e non avendo ancora incominciato la ricerca del selvatico, che il cane preceda il cacciatore, imbocchi un viottolo laterale e saliti ed abbai tentando di indurre il conduttore a seguirlo in quel luogo che ritiene più gradito. Oppure in casa, se giunta l’ora della passeggiata grata contro la porta o comunque indica in altro modo (magari recandosi vicino al guinzaglio) che vuol uscire.

Proprio considerando il legame che si instaura fra cane e conduttore si comprende anche la cosiddetta tendenza all’assimilazione: la si ha quando pare che alcune doti o difetti dell’uno si rispecchino nell’altro e viene sintetizzata nel proverbio come il padrone così il servitore”. Significa che il cane assorbe anche parte del carattere della persona.

.... continua consigli "l'adozione di un cane e l'alimentazione"

 

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